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Merita di essere ricordato che la fondazione protosctorica di Squillace, sulle rive del mare Ionio, è attribuita da Cassiodoro (in una sua importante lettera indirizzata a Massimo, Cancellarius della Lucania e dei Bruzi, senatore e prefetto del pretorio), al mitico Ulisse "Scyllaceum, prima urbium Bruttiorum, quam Troiae desctructor Ulixes legitur condidisse".
Strabone, invece, attribuisce la fondazione della colonia magnogreca di Skilletion all'eroe Meneseto ed agli Ateniesi.
La città sorse probabilmente nel VII sec. a. C., durante l'ondata colonizzatrice che vide nascere Sibari, Crotone, Reggio, Locri ...
Aristotele cita Skilletion, identificandone il sito con quello noto all'epoca con il nome di "Italia".
Italia era infatti denominato l'intero istmo della Calabria, compreso tra il Golfo skilletikos ed il Golfo Lametikos.
E in ogni caso certo che skilletion, città della Magna Grecia, era nello stesso luogo dove più tardi, nel 123 a.C., sorse la colonia romana di Scolacium per colere di Caio Gracco, con una successiva ricolonizzazione al tempo dell'imperatore Nerva (96-98 d.C.), che volle chiamarla "Minervia Nervia Augusta Scolacium".
La storia di Squillace può considerarsi dunque antica di quattromillenni. Da oltre 1400 anni l'attuale cittadina di Squillace giace sull'altura di Monte Castello, a 344 mt. s.l.m. ed a 5 chilometri di distanza, in linea d'aria, dal Mare Ionio e dall'omonimo Golfo.
Fu dapprima luogo di rifugio degli abitanti della colonia romana di Scolacium, allorchè gli stessi hanno dovuto abbandonare la città, che era posta sul mare, dove oggi è il Parco Archeologico Scolacium di Roccelletta.
La fuga e l'abbandono della città marittima avvennero per le scorrerie dei Saraceni e dei Longobardi, ma forse anche per calamità naturali e per il dissesto idrogeologico.
Tuttavia, fonti documentali testimoniano che i primi abitnti di Squillace moderna, provenienti dal sito orginario di Scolacium, si stanziarono sulla collina, più riparata e meglio difendibile, sin dal VI - VII secolo d.C., per poi consolidarne la presenza in forma stanziale intorno al IX - X secolo.
Già nel V secolo, infatti, il grande squillacese Flavio Magno Aurelio Cassiodoro (483-580), alla fine della sua brillante carriera politica come funzionario e poi Primo Ministro alla corte di Teodorico e degli altri re goti in Ravenna, decise di ritirarsi nella sua patria, a Squillace, per fondarvi il più grande centro di cultura europea dell'epoca (il Vivarium) nei pressi della foce del fiume Alessi.
Questo centro studi fu considerato dagli studiosi della storia tardoantica coma "la prima Università d'Europa"; qui confluivano
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